"In 10 sessioni sentirai la differenza, in 20 vedrai la differenza, in 30 avrai un corpo completamente nuovo" ( cit. Joseph Hubertus Pilates)
INTRODUZIONE: l'intuizione
Per me é stato doveroso, iniziare a scrivere queste righe, passando prima con la stesura di uno degli aforismi più celebri del Maestro. Questo, ha rappresentato la chiave di accesso ad un mondo tutto suo e di cui, nel mio piccolo, sono fiera di farne parte.
La curiosità ed il vivere nella difficoltà , data da un corpo suscettibile ad ogni malanno, furono il propellente che Pilates utilizzò e da cui tutto prese inizio.
Oggi, grazie alla sua audacia, ci ha lasciato un enorme eredità, che ha avuto, ha e avrà ancora per molto, se non per sempre risvolti profondi sia in ambito sociale che culturale. Perché potrebbe suonare altisonante ma è questo che il metodo Pilates ha come effetto sulla nostra società, dettando le regole per uno stile di vita integrato, di modo che i tre pilastri su cui si fonda lo sviluppo di un singolo individuo: fisico, psicologico ed spirituale, siano in perfetta sintonia ed equilibrati. Lo scompenso in uno o più di questi ambiti, è vero, genera sempre frustrazione.
No! non è psicologia spicciola di una che vuole generare scalpore, scrivendo cose per attirare l'attenzione su di sé. In queste righe porto, anche quella che è stata la mia esperienza personale che mi ha condotta a credere che modalità come l'autodisciplina, la continua ricerca e sperimentazione finalizzati al miglioramento portano a dei grandi risultati. Dov'è la trappola, è dentro di noi. Il dualismo tra il volercela fare e l' abbattersi di fronte ai fallimenti sono continuamente in disputa tra di loro; a noi la scelta di chi vorremmo come vincitore. Io la mia di scelta l' ho fatta, adesso tocca a voi.
Questo è l'ostacolo più grande.
Nel voler accettare queste sfide, persone come Pilates si siano dati l'opportunità di riscattarsi, anziché abbandonarsi. Così facendo si è distinto dalla massa, includendosi in quella ristretta cerchia di individui che hanno fatto della loro vita un capolavoro e dove, senza ne volerlo o saperlo, rappresentano una continua fonte di ispirazione per le generazioni presenti e future, per me è stato così.
Da dove è partito tutto; da un desiderio di normalità. Cagionevole di salute, spesso in giovane età si è visto portare via lunghe giornate a causa della sua fragilità.
Ma dalla sua difficoltà personale, non si è fatto sopraffare ha saputo cogliere l'opportunità, ponendosi una semplice domanda, sono così e dovrei rassegnarmi oppure c'è un'altra strada da percorrere che può darmi una speranza di miglioramento?
Se il giovane Pilates non si fosse posto questo quesito, oggi nessuno di noi, accaniti sostenitori del suo metodo, avremmo goduto di questa splendida opportunità, alla quale io stessa ne sono profondamente grata.
Quindi a tutti coloro che si accingeranno nella lettura del presente articolo, vi do il mio personale e caloroso benvenuto nel mondo del Metodo Pilates.
UN PO' DI STORIA
Chi era Joseph Pilates. E la psicologia del suo metodo.
Dal mio punto di vista, leggendo tutto quello che sono riuscita a trovare sulla sua biografia e, seguendo i sui principi, prima come allieva, poi come istruttrice.
Posso ritenere, con assoluta certezza, che si trattasse di un uomo estremamente intelligente, al di sopra della media, dotato di sensibilità ed capacità di osservazione.
Queste sue qualità lo hanno condotto a quelle intuizioni che, ieri a differenza di oggi, grazie alle conoscenze sempre più approfondite sulla biomeccanica e fisiologia umana, hanno avuto riscontro e conferma. Riassumendo in due parole un VISIONARIO e un GENIO!
Come tutti gli uomini e le donne di scienza, il suo approccio lo potremmo ricondurre al metodo scientifico che di solito si articola in cinque fasi:
- problema da risolvere;
- domanda: come?;
- osservazione del problema;
- studio verticale ed orizzontale; (significa esame dal particolare, rapportandolo su una scala più ampia considerando altre discipline)
-sperimentazione delle possibili soluzioni.
Sulla base di quanto esposto e, sviluppato con una "ingenua inconsapevolezza" lui è stato in grado di anticipare concetti come la propriocezione del movimento, inteso come acquisizione consapevole da parte dell'individuo. Di comprenderlo sino in fondo di modo da eseguirlo con precisione e naturalezza, tenendo in considerazione le sensazioni/impulsi che lo stesso corpo trasmette a colui che lo sta eseguendo, cercando di risvegliare una istintività ancestrale tipica dell' uomo: il movimento.
Per aiutarvi nella comprensione, provate ad immaginare una situazione tipo dove abbiamo: una strada piena di curve e un conducente e la sua auto.
La strada curvosa rappresenta il movimento, con i suoi ostacoli, da compiere nel maniera più fluida senza incappare in infortuni, la macchina è lo strumento, ovvero il nostro corpo, attraverso il quale muoversi ed infine l'autista, che rappresenta la mente. Il maestro che dirige il tutto affinché la movenza avvenga con precisone .
I suoi scritti, in principio divulgati sotto il nome di Contrology (1945). Include la descrizione di esercizi a corpo libero, meglio conosciuti come Mat Work. Nei quali, grazie all'inclusione di tecniche di provenienza orientale, come lo Yoga, si cerca di rieducare al movimento la persona bisognosa di un recupero, inteso non solo sul piano fisico ma anche psichico. I cui step vanno dalla comprensione dell'esercizio con la respirazione, (Dio sa quante volte ho assistito a persone sentirsi frustrate perché non sapevano compiere in simultanea un esercizio respirando in maniera correttamente adeguata); percezione, intesa come le sensazioni che avvertiamo sia sui muscoli che sulle articolazioni.
Questi due aspetti confluiscono verso la stabilizzazione corporea, che permettendo il corretto allineamento (oggi conosciuto come CENTRATURA) favoriscono la giusta mobilizzazione di muscoli ed articolazioni, evitandone il sovraccarico.
L'introduzione all' uso delle macchine, avvenne in un secondo momento, durante il primo conflitto mondiale.
Pilates fu reclutato nell'esercito tedesco ( la Germania era la sua patria nativa) come infermiere, il cui compito era quello di accudire i soldati feriti al fronte e costretti a lunghe degenze negli ospedali da campo, da li nacque l'idea di legare delle molle ai letti, a resistenza graduata, tali da permettere all'infermo di mantenere attive le articolazioni o parte di esse, non mancavano casi di soldati mutilati, oppure di mantenere alto il tono muscolare di un corpo costretto a lunghi periodi di fermo.
Un'altra curiosità legata a questo periodo, afferma che i soldati che praticavano regolarmente i suoi esercizi, si misero a riparo da una epidemia influenzale che colpì l'esercito riducendolo allo stremo delle forze. Oggi è ampiamente documentato come l' attività sportiva potenzia la difese immunitarie, e di questo Pilates ne è stato un credibile testimone, lui stesso, prima ancora che iniziasse a lavorare su di sé era solito soffrire di forti febbri reumatoidi.
Quando lessi di questa straordinaria idea, è venuto spontaneo chiedermi quanto segue. Un individuo nel pieno del suo equilibrio fisico, mentale e spirituale, anche se in situazioni non sempre facili, si trova in perfetta sintonia e allineamento con l'universo il quale gli viene in aiuto con intuizioni che si rivelano efficaci.
Tornando a Pilates, seppur non avendo lasciato nessuna traccia scritta, era fermamente convinto del legame indissolubile che c'è tra corpo e mente.
Solo gli individui, curati sia nella psiche che nel corpo, riescono a raggiungere e mantenere un equilibrio, lo stesso che gli permette di affrontare qualunque situazione od ostacolo che si presenti, senza eccedere nello stress.
E ritengo che se l'uomo contemporaneo, riacquistasse questa necessaria consapevolezza, sicuramente ne farebbe uso e vivremmo tutti in salute ed in armonia con noi stessi e con tutto ciò che ci circonda.
LA TECNICA PILATES
A questo punto è importante dare le nozioni tecniche, nate come intuizioni e poi riconosciute in campo fisioterapico, che hanno reso il metodo Pilates unico nel suo genere e adatto a tutti; rispondendo ad una domanda, sul come agisce questa attività sportiva sugli apparati muscolo-articolare.
Abbiamo appreso, con il tempo, dopo aver acquisito le conoscenze necessarie che le modalità preferite dai muscoli per mantenere od acquisire tono sono tre.
Di queste due ve le cito solamente la terza cercherò di spiegarvela nella maniera più semplice che io conosca.
Dunque le contrazioni sono:
- contrazione centripeta;
- contrazione eccentrica;
- contrazione isometrica.
Quest' ultima rappresenta il focus su cui ruota tutto il metodo. Come si sviluppa la contrazione isometrica? Un esempio di immediata comprensione sia per me quando l' ho studiata e sia per voi che andrete a leggere è il famoso braccio di ferro. Bene immaginiamo due concorrenti, seduti ad un tavolo, l'uno di fronte all'altro, stessa stazza stessa forza e, che si stringono per mano; cercano di abbattere l'avversario però non ci riescono poiché i muscoli di entrambi sono soggetti alla stessa forza e quindi contraendosi in egual misura nessuno perde nessuno vince, creandosi una situazione di equilibrio.
Questa è la contrazione isometrica, motivo per cui i muscoli non dovendo lavorare sotto l'azione di forze esterne, ma sono assoggettati alla unica forza intrinseca del corpo, si accorciano e si allungano alla stessa maniera senza modificarne, eccessivamente, la loro dimensione, questo spiega il perché i ballerini che sono la categoria per eccellenza, che usano il Pilates e come attività di mantenimento o come attività di recupero post traumatico si ritrovano un corpo adeguatamente muscoloso e nel contempo flessibile, in una sola parola ARMONIOSO.
In ragione di questo suo potenziale, ci tengo a precisare, che sia un errore grossolano confinare il Pilates, a sola attività di recupero includendola, principalmente, nelle discipline riabilitative.
Il recupero fisico è uno dei suoi punti a favore, ma non è l'unico. Tra gli altri obiettivi, c'è quello di rinforzare tutta la muscolatura, cosa che non avviene per altre discipline sportive, le quali tendono a potenziare solo una fascia di muscoli a scapito di altre.
Il Pilates, ha come obiettivo principale, il rinforzare tutte le fasce muscolari, mantenendo tono per i primi e flessibilità per le articolazioni. Tutto ciò ha dei risvolti sulla mente, che si manifesta in un aumento di concentrazione e lucidità che a loro volta rendono gli individui più produttivi in ogni ambito della loro vita.
Una disciplina così completa non esiste! Ed sono i motivi per la quale ne sono una forte sostenitrice consigliandola a tutti, prescindendo da fattori come età, sesso e se si abbia fatto attività fisica o meno durante la propria esistenza.
Volutamente, nei paragrafi precedenti ho già incluso e descritto alcuni dei sei principi fondamentali su cui si articola il Metodo, li riconoscete poiché li ho sottolineati. Di seguito passerò all' elencazione completa passando in rassegna anche gli altri, ve li riscrivo:
- equilibrio (o centratura);
- fluidità del movimento;
- precisone nell'esecuzione dell'esercizio;
- concentrazione (quando ci si allena bisogna mantenere alto il nostro focus, su ciò che stiamo facendo, nulla serve distrarre la mente in altri pensieri, vivere il qui ed ora). Motivo per cui smisi di fare lezione con sottofondi musicali, ho riscontrato che le persone, si concentrano di più sentendo il ritmo del loro respiro, il battito del loro cuore, il lavoro muscolare; sensazioni che passerebbero in secondo piano, in presenza di musica. Poiché il ritmo di quest'ultima, prende il sopravvento, distraendo le persone, rendendole più propense al chiacchiericcio. Togliendo la musica, la gente ha imparato a mettersi in ascolto. Lo confermo ed era quello che volevo ottenere.
Il nostro quotidiano, è ricco di tanti stimoli che richiamano continuamente, la nostra attenzione, perché convinti che il rumore incessante, le luci dei social, della Tv, siano normali ed in quanto tali li accettiamo e, senza che ce ne rendiamo conto ad un certo punto ci sentiamo esausti, tutto ciò svilisce togliendoci energie mentali e fisiche.
Anche questo è parte integrante del metodo: l'introspezione, accompagnata da una sana solitudine in compagnia di se stessi, anche se in un'aula ci sono altre persone. Risultato ne escono appagate perché sono riusciti a fare tutto quello che si erano prefissati di svolgere sin dal primo momento che hanno messo piede in aula;
- respirazione. Su questo argomento ci vorrebbe non un articolo, ma un libro che tratasse questo argomento; di un bisogno tanto naturale e fisiologico ma usato male dall'uomo contemporaneo. A questo punto azzardo un' ipotesi, voglio pensare così come avrebbe fatto Pilates. Se oggi in giro assistiamo sia come spettatori o come protagonisti a vivere situazioni di violenza e di aggressività e, perché ritengo che la gente non si fermi più a respirare, questo gesto così naturale induce le persone a fermarsi per riflettere, anziché passare all'azione, spesso con risultati, concedetemi il termine pietosi.
Perché mossi da una istintività rudimentale, che all'uomo primitivo è servito per mettersi al riparo da pericoli più grandi di lui, mentre per l' Homo sapiens sapiens, tutta questa aggressività andrebbe controllata e gestita, ma in questa trattazione ci sarebbero altre variabili da includere, come l'educazione e l'istruzione ricevuta, ma questo merita tutt'altra trattazione ho voluto lanciare una considerazione che spero si traduca, anche per voi, come uno spunto di riflessione. La finisco qua;
-visualizzazione. Ultimo principio non per importanza è rappresentato da lei.
Secondo Pilates, e lo confermo a pieno titolo, associare il movimento a qualcosa di vita quotidiana, (es.: lo srotolamento/arrotolamento della colonna vertebrale, riconducibile ad una collana di perle, in uno degli esercizi capostipiti del metodo: Rullup-Rulldown) favorisce sia il mantenimento della concentrazione ma anche l'esecuzione dell'esercizio, in qualche maniera le persone entrano in uno stadio di meditazione attiva, che gli permettere di eseguire gli esercizi aggiungendo la precisione e la fluidità. Per potenziare questo effetto, non sono mancate a lezioni, richieste di chiudere gli occhi di modo da sconnettersi da ciò che li circondasse da abbattere qualsiasi sentimento d'inferiorità o inadeguatezza che potesse prendere il sopravvento e questo consente loro di liberarsi, seppure per pochi istanti del giudizio altrui e del pregiudizio che hanno di sè. I risultati sono stati straordinari!
CONCLUSIONI
In questo articolo, che volutamente ho scritto in maniera breve, concisa e compendiosa, cercando di includere l'essenza di questa disciplina che ha tutto un suo fascino, da renderla contemporanea, nonostante i suoi cent'anni e, credetemi se vi dico che avrei voluto scrivere molto di più, ma avrei corso un rischio inutile annoiandovi facendo perdere l'entusiasmo.
Quindi, con tutta la sincerità e la buona fede, non mi rimane che lasciarvi un alone di mistero, grazie al quale sarete mossi a provare e, se avrò avuto un pò di ragione, sono sicura che non smetterete più di praticare, anzi non ne potrete farne a meno!
Sicuramente praticherete, anche altri sport, dove il Pilates farà da affiancamento e da supporto. Provare per credere!
A questo punto concludo, ringraziando tutti coloro che saranno arrivati alla fine della lettura. Attendo con pazienza i vostri commenti ed intanto mi prodico nella stesura del prossimo........
Con tanto affetto e stima Annalisa
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